30/01/2020

Lim Starboard o Monitor touch, quando scegliere l’una o l’altro

Lim starboard o monitor touch

La scuola italiana è passata in pochi anni dall’avere come unico strumento tecnologico in aula una lavagna d’ardesia con relativi gessetti, a poter scegliere fra varie tipologie di sistemi di visualizzazione multimediale interattiva come la LIM (lavagna interattiva multimediale).

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle due principali tecnologie alternative alla classica lavagna?

Che la scuola italiana non abbia mai avuto un buon rapporto con la tecnologia non è una novità. Fino a non molto tempo fa, tranne poche lodevoli eccezioni, in Italia si conosceva un solo modo di fare scuola: la lezione frontale. E Il massimo della tecnologia usata era un oggetto costituito da una lastra di ardesia che ha preso il nome dalla località dove la pietra veniva estratta: Lavagna, in Liguria. Solo con l’arrivo di tecnologie audiovisive digitali si è potuto iniziare avviare un processo di trasformazione della strumentazione di base messa a disposizione degli insegnanti. Già, perché l’antiquata lavagna aveva una caratteristica fondamentale che i normali apparati audio video analogici (i vari videoregistratori, televisori, proiettori e via discorrendo) non avevano: erano “interattive”, nel senso analogico del termine: servivano soprattutto per scriverci sopra, in dimensioni sufficientemente grandi perché tutta la classe potesse leggere, copiare, intervenire.

Gli apparati video analogici, invece, potevano servire a mostrare cose già pronte (dal documentario alla serie di fotografie), ma erano di fatto monodirezionali: in un certo senso, si riproduceva il modello della lezione frontale, solo che a insegnare non era più il docente (o non solo lui) ma chi aveva realizzato il documentario o, in generale, il materiale mostrato. Con l’arrivo del digitale – e in particolare del PC – la scuola ha avuto a disposizione uno strumento interattivo dalle strepitose potenzialità, ma… c’era un problema: i monitor dei personal computer erano tipicamente troppo piccoli per consentire la fruizione dei contenuti da più di uno o due studenti per volta. E del resto se si chiamano “personal” computer un motivo c’è. Gli esperimenti fatti principalmente all’estero per mettere un computer su ogni banco e studiare una didattica apposta non hanno dato grandi risultati. Di fatto, si finiva per isolare ogni studente dietro il suo schermo ed era difficile recuperare la “collegialità” permessa da strumenti semplici come… la lavagna.

Solo con la commercializzazione delle prime LIM si arriva a disporre di uno strumento che unisca con successo la compartecipazione permessa da un grande schermo, l’interattività di una lavagna e la versatilità di un computer.

Come si usa la lim, vantaggi e svantaggi

Una LIM è composta fondamentalmente da tre elementi:

  1. un videoproiettore che si occupa di creare l’immagine di grandi dimensioni;
  2. una lavagna bianca multitouch che permette di “scrivere” sull’immagine e intervenire sugli elementi visualizzati;
  3. un personal computer che riceve i segnali dalla lavagna touch, genera digitalmente l’immagine da inviare al videoproiettore e fa girare gli applicativi che rendono possibile la lezione.

Complicato capire come si usa la lim? Beh, sì. Essendo un sistema composto da almeno tre elementi separati e distinti, presenta una certa complessità operativa, almeno all’inizio. La fase di installazione, in particolare, va eseguita con cura. Una volta posizionata nel punto più adatto la lavagna interattiva, bisogna posizionare il proiettore a una distanza specifica – o entro un determinato intervallo di distanze – se è del tipo con obiettivo zoom.

Poi si deve procedere all’installazione del software sul PC (o Mac, quasi tutte le LIM sono abbastanza agnostiche e possono collegarsi, di solito via USB, con computer Windows o Mac indifferentemente), e quindi procedere alle calibrazioni. Il videoproiettore, infatti, va posizionato con precisione per inviare un’immagine perfettamente rettangolare ed esattamente nel perimetro delimitato dalla board. Questo con i proiettori di vecchio tipo era abbastanza complicato: fortunatamente la tecnologia ci è venuta in aiuto anche in questo e la fase di calibrazione porta via solo pochi minuti. Una volta che tutto è installato, tarato e funzionante sarà possibile impiegare la LIM sia come sostituta della lavagna tradizionale, sia come punto di erogazione di materiale didattico multimediale di ogni tipo.

Ricordiamo come usare la LIM: funziona praticamente come lo schermo di un grande tablet, o se preferite come lo schermo di un PC dotato di mouse, solo che al posto del mouse usiamo direttamente le dita.

Ma quali sono i problemi che presenta la lavagna interattiva multimediale?

Diciamo che la LIM soffre di alcuni piccoli inconvenienti. Per cominciare, è uno strumento fondamentalmente statico. Ovvero, difficilmente potrete montarlo su un carrello e portarlo in giro da una classe all’altra. Sia perché, essendo composta di tre elementi separati, andrebbe praticamente smontata e rimontata ogni volta; sia perché ogni volta andrebbe eseguita da capo l’operazione di taratura. Senza contare che i videoproiettori, salvo alcune eccezioni (tipo i compattissimi Casio serie XJ-A) mal sopportano il fatto di essere spostati di frequente.

Un’altra seccatura che si ha con la lavagna interattiva multimediale è costituita dall’ombra. Anche usando proiettori con ottica corta o ultracorta, infatti, se un docente o uno studente si avvicinano alla board per scrivere inevitabilmente bloccheranno parte della luce proveniente dal proiettore, oscurando parte dello schermo e costringendoli al ben noto balletto vicino/lontano per far sì che i compagni abbiano una visione completa dell’immagine. Nell’esporre come si usa la lim, un terzo inconveniente da citare è costituito dal fatto che la luminosità di un videoproiettore non è elevatissima, se non per i modelli più costosi, per cui quando si usa la LIM in giornate assolate può essere necessario ridurre la luminosità dell’aula, tirando le tende o abbassando parzialmente le tapparelle.

E qui torniamo a quanto detto all’inizio sull’importanza di scegliere correttamente il posizionamento dell’apparecchiatura: bisogna anche ricordarsi di non metterla in una posizione per la quale i raggi del sole possano battere direttamente sulla superficie di proiezione. Qualche altro inconveniente della LIM si sta risolvendo mano a mano che arrivano modelli più sofisticati. Per esempio, la scarsa risoluzione dei primi modelli verrà superata con l’arrivo di proiettori dotati di matrici più definite; e anche il problema dei costi di esercizio, in particolare per la sostituzione della lampada, si sta risolvendo con l’arrivo di proiettori dotati di lampade più robuste o anche di modelli “lampless”, equipaggiati con sorgenti di luce LED o laser.

Visto l’elenco dei difetti, ci si potrebbe domandare perché una scuola dovrebbe dotarsi di una lavagna interattiva multimediale. Il fatto è che, nonostante qualche inconveniente, la lim presenta vantaggi in quanto si tratta di un apparecchio che funziona, raggiunge lo scopo ed è ben conosciuto dagli insegnanti. Insomma, è uno strumento che risolve molti più problemi di quanti ne possa creare. Inoltre, non bisogna dimenticare che il suo costo d’acquisto è tutto sommato piuttosto basso rispetto alle dimensioni dell’immagine generata. Se poi la scuola dispone già di un PC e magari del proiettore, il prezzo d’acquisto è davvero minimo.

Alternative alla LIM lavagna: funzioni e vantaggi del monitor touch

Un’alternativa molto valida alla LIM lavagna che sta emergendo in questi ultimissimi anni è costituita dai monitor touch di grandi dimensioni. Parliamo fondamentalmente di grandi display, dai 65” in su, derivati essenzialmente dal settore del digital signage con l’aggiunta della circuitazione necessaria al riconoscimento del tocco. Questi monitor hanno certamente un costo di acquisto più elevato rispetto a quello di un videoproiettore + LIM con pari diagonale d’immagine, soprattutto per i polliciaggi maggiori; tuttavia, se i proiettori negli ultimi anni sono calati lentamente di prezzo, i grandi monitor hanno avuto un calo nettamente più pronunciato, dovuto essenzialmente alla grandissima diffusione dei grandi schermi per i televisori di casa. Per capirci, appena 5 anni fa il tipico televisore del soggiorno era per gli italiani un 32”. Oggi, la dimensione più venduta è il 65”. A fronte di un prezzo iniziale leggermente maggiore, il monitor touch possiede diversi vantaggi “tecnologici” sulla lavagna interattiva multimediale. Per prima cosa, funziona come un “blocco unico”, quindi facilmente posizionabile e spostabile se montato su appositi supporti a ruote. Collegato a un notebook posizionato sullo stesso supporto si avrebbe un completo sistema multimediale (sì, perché incorpora anche le casse per l’audio) che una singola persona può spostare in pochi minuti da un’aula all’altra. Non ha bisogno di tarature o ricalibrature dell’immagine, al massimo una calibrazione iniziale del sistema touch. Inoltre, in generale, lo schermo è molto più luminoso di un’immagine proiettata, per cui generalmente non c’è bisogno di oscurare la classe per usarlo.

Altri vantaggi molto concreti: niente lampade da sostituire, quindi costi di manutenzione praticamente azzerati e risoluzioni elevatissime, anche 4K. Chi insegna per esempio storia dell’arte sa bene che differenza c’è fra mostrare un dipinto a 1024×768 pixel e vedere la stessa tela a 3840×2160 punti: se a 1024 potete solo commentare la composizione dell’opera, a 4K potete far rilevare le singole pennellate e la tecnica di stesura del colore usata dall’artista. In sintesi, lo schermo touch ha molte frecce nel suo arco per imporsi in futuro come soluzione preferita per realizzare grandi schermi interattivi nella scuola.

A parte il prezzo iniziale maggiore, presenta ben pochi punti di inferiorità rispetto alla LIM. Forse l’unico inconveniente è quello che si verifica nel (fortunatamente raro) caso in cui manchi l’energia elettrica a scuola. Con la maggior parte delle LIM, a macchina spenta è possibile scrivere sulla superficie bianca della lavagna usando gli appositi pennarelli a secco cancellabili. Con il monitor touch, ovviamente, questo non è possibile e in caso di black-out bisogna tornare per qualche minuto all’età della pietra. Nel senso di Ardesia, naturalmente.